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Storia della nazionale degli Emirati Arabi Uniti: Al-Abyad, da Italia 90 allo spareggio del 2025
Giovane nazione fondata nel 1971, gli Emirati Arabi Uniti hanno disputato il Mondiale del 1990, vinto due Coppe del Golfo e prodotto giocatori di talento come Omar Abdulrahman e Ali Mabkhout. Nel 2025 sono andati vicinissimi a una seconda qualificazione mondiale.
1. La nascita di una nazionale (1971-1989)
La Federazione calcistica emiratina nasce nel 1971, lo stesso anno della fondazione della federazione dei sette emirati. Soprannominata Al-Abyad — « i Bianchi » —, la nazionale si struttura rapidamente attorno ai grandi club di Abu Dhabi, Dubai, Al Ain e Sharja e si afferma nelle competizioni regionali del Golfo.
2. Italia 90: l'unico Mondiale
Nel 1990 gli Emirati si qualificano al primo e unico Mondiale, in Italia. Opposti alla Germania Ovest futura campione del mondo, alla Colombia e alla Jugoslavia, perdono le tre partite ma segnano due gol, fra cui quello di Khalid Ismaïl contro la Germania Ovest, entrato nella storia del calcio nazionale. Quel torneo resta un punto di riferimento per un'intera generazione.
3. La Coppa d'Asia 1996 e le Coppe del Golfo (1991-2013)
Organizzatori della Coppa d'Asia 1996, gli Emirati raggiungono la finale, persa ai rigori con l'Arabia Saudita: il loro miglior risultato continentale. Vincono poi la Coppa del Golfo nel 2007, in casa, e nel 2013 in Bahrein, e conquistano una medaglia ai Giochi asiatici.
4. La generazione Omar Abdulrahman (2014-2024)
Emerge una generazione di talento attorno al regista Omar Abdulrahman — soprannominato « Amoory » ed eletto miglior giocatore d'Asia nel 2016 — e all'attaccante Ali Mabkhout, divenuto il miglior marcatore della storia della nazionale. Gli Emirati raggiungono la semifinale della Coppa d'Asia 2015, chiusa al terzo posto, e di nuovo le semifinali nella Coppa d'Asia 2019 organizzata in casa. Il campionato nazionale, la UAE Pro League, attira numerosi giocatori internazionali.
5. Le qualificazioni 2026: a un passo dall'obiettivo
Nelle qualificazioni asiatiche al Mondiale 2026 gli Emirati superano diversi turni e arrivano fino al quinto turno, uno spareggio di andata e ritorno giocato nel novembre 2025 contro l'Iraq per un posto nel torneo intercontinentale. Perdono nel doppio confronto; l'Iraq si qualificherà poi al Mondiale. Al-Abyad sfiora così il ritorno nella fase finale, trentasei anni dopo Italia 90.
6. Orizzonte 2030
Dalla ripresa del settembre 2026 gli Emirati Arabi Uniti proseguono il proprio sviluppo con l'obiettivo di tornare al Mondiale. Forti di infrastrutture moderne, dell'organizzazione regolare di grandi eventi come il Mondiale per club e di un'ambiziosa politica di formazione e naturalizzazione, puntano a trasformare la loro costanza asiatica in una qualificazione mondiale.
Palmarès, stadio e leggende
Palmarès: due Coppe del Golfo (2007 in casa, 2013 in Bahrein) e una finale di Coppa d'Asia nel 1996, persa ai rigori contro l'Arabia Saudita davanti al proprio pubblico; terzo posto nella Coppa d'Asia 2015. L'unica partecipazione mondiale degli Emirati Arabi Uniti risale al 1990 in Italia, sotto la guida del brasiliano Carlos Alberto Parreira: Khalid Ismail segnò alla Germania Ovest e Ali Thani alla Jugoslavia. Lo stadio della Zayed Sports City di Abu Dhabi è il suo impianto simbolo. Adnan Al-Talyani, leggenda degli anni Ottanta e Novanta, Ismail Matar, Omar Abdulrahman, miglior calciatore asiatico del 2016, e Ali Mabkhout, miglior marcatore della storia della nazionale, ne formano il pantheon. I club Al-Ain, vincitore della AFC Champions League nel 2003 e nel 2024, Al-Jazira, Shabab Al-Ahli e Sharjah alimentano la nazionale.