Stagione 2026 / 2027
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Storia della SSC Napoli: Maradona, la rinascita e gli scudetti del 2023 e del 2025
Club di un'intera città e simbolo dell'orgoglio del Sud, il Napoli ha conosciuto l'estasi con Diego Maradona, il fallimento nel 2004 e poi una rinascita spettacolare coronata da due scudetti in tre anni.
1. Le origini e la fondazione del 1926
Il calcio arriva a Napoli all'inizio del Novecento grazie a marinai e commercianti inglesi: il Naples Foot-Ball Club viene fondato nel 1904 dall'ingegnere William Poths. Dopo varie scissioni e fusioni, il 1º agosto 1926 nasce l'Associazione Calcio Napoli. Il suo primo emblema, un ciuccio, nasce dall'autoironia dei tifosi davanti alle difficili prime stagioni, prima che il club adotti la « N » stilizzata e l'azzurro del golfo.
2. Il San Paolo e le prime coppe (1927-1983)
Il Napoli oscilla a lungo fra prima e seconda divisione. Nel 1959 inaugura lo stadio San Paolo, uno dei più grandi d'Italia. Vince le prime Coppe Italia nel 1962 e nel 1976, ma lo scudetto resta un sogno irraggiungibile di fronte alle grandi potenze del Nord.
3. Diego Maradona: il dio di Napoli (1984-1991)
Il 5 luglio 1984 circa 75.000 persone affollano il San Paolo solo per assistere alla presentazione di Diego Maradona, ingaggiato per una cifra record mondiale. Il genio argentino trasforma il club e la città. Nel 1987 il Napoli vince il primo scudetto della sua storia, completato dalla Coppa Italia: un double che scatena settimane di festa e una rivincita simbolica del Sud sul Nord industriale. Seguono la Coppa UEFA 1989 e un secondo scudetto nel 1990, con Careca e Ciro Ferrara accanto al numero 10.
4. La caduta e il fallimento (1992-2004)
Dopo la partenza di Maradona nel 1991, il club crolla sul piano sportivo e finanziario. Retrocesso più volte, viene dichiarato fallito nel 2004 e riparte dalla Serie C per iniziativa del produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis.
5. La rinascita e lo scudetto del 2023 (2005-2023)
Tornato in Serie A già nel 2007, il Napoli diventa un habitué delle coppe europee con Marek Hamšík, Edinson Cavani, Gonzalo Higuaín e poi Lorenzo Insigne, e vince le Coppe Italia 2012, 2014 e 2020. Alla morte di Maradona, nel novembre 2020, lo stadio viene ribattezzato Stadio Diego Armando Maradona. Nel 2023, con Luciano Spalletti e grazie a Victor Osimhen e Khvicha Kvaratskhelia, il Napoli conquista il terzo scudetto, il primo dopo trentatré anni.
6. Il quarto titolo e la stagione 2025-2026
Dopo una stagione di transizione, Antonio Conte prende la squadra e regala al Napoli il quarto scudetto nel 2025, confermando il club nell'élite italiana. Da detentore, il Napoli non è riuscito a conservare la corona nel 2025-2026: l'Inter è stata incoronata il 3 maggio 2026, prima di completare il double con la Coppa Italia.
7. Orizzonte 2026-2027: restare in vetta
Dalla ripresa il Napoli punta a trasformare i due titoli recenti in una presenza stabile ai vertici del calcio italiano ed europeo. Sostenuto da uno dei pubblici più appassionati del mondo e da un modello di gestione rigoroso, il club resta più che mai il cuore pulsante di una città che vive per lui.
Palmarès, stadio e leggende
Palmarès principale: quattro scudetti (1987, 1990, 2023, 2025), sei Coppe Italia (1962, 1976, 1987, 2012, 2014, 2020), due Supercoppe italiane (1990, 2014) e una Coppa UEFA (1989). Il club gioca allo Stadio Diego Armando Maradona, nel quartiere di Fuorigrotta, rinnovato nel 2019 per le Universiadi e capace di circa cinquantaquattromila spettatori.
Le leggende: il numero 10 di Diego Maradona è stato ritirato dal club in suo onore. Lo slovacco Marek Hamšík detiene il record di presenze con la maglia azzurra, mentre il belga Dries Mertens ne è diventato il miglior marcatore di sempre. Nel 2015-2016 Gonzalo Higuaín segna trentasei gol in Serie A, battendo un record vecchio di sessantasei anni di Gunnar Nordahl. Careca, Bruno Giordano, Ciro Ferrara, Giuseppe Bruscolotti, Edinson Cavani, il capitano napoletano Lorenzo Insigne e Khvicha Kvaratskhelia completano il pantheon dei « Partenopei ».
Rivalità e identità: la rivalità con la Juventus incarna la storica contrapposizione fra Sud e Nord d'Italia, mentre il Derby del Sole contro la Roma mette di fronte due capitali della passione. L'azzurro della maglia richiama il golfo di Napoli, e i cori dei tifosi fanno dello stadio uno dei più caldi d'Europa.
Rivalità e cultura dei tifosi
Il Derby del Sole contro la Roma e la rivalità con la Juventus, simbolo del Nord industriale, scandiscono la vita dei partenopei. Ribattezzato stadio Diego Armando Maradona nel dicembre 2020, l'ex San Paolo vibra al ritmo della Curva A e della Curva B, mentre i murales del Pibe de Oro nei Quartieri Spagnoli sono diventati luogo di pellegrinaggio. A Napoli il calcio si vive come una questione di identità e di orgoglio popolare.